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BottegaDomus

L’open space è l’evoluzione naturale della casa contemporanea. Abbattere i muri tra cucina e soggiorno significa creare uno spazio più ampio, più luminoso, più conviviale. È il modo in cui viviamo oggi: mentre si prepara la cena si può guardare la televisione, chi cucina non è isolato dagli ospiti, i bambini giocano in soggiorno mentre i genitori lavorano in cucina.

Ma arredare un open space non è come arredare due stanze separate messe una accanto all’altra. Richiede un pensiero unitario: cucina e soggiorno devono dialogare, i materiali e i colori devono raccontare la stessa storia, la zonizzazione deve essere chiara senza costruire barriere. Sbagliare l’impostazione significa ritrovarsi con uno spazio grande ma poco vivibile, dove nessuna delle due zone funziona davvero come dovrebbe.

In questa guida ti raccontiamo tutto quello che devi sapere per progettare un open space cucina-soggiorno che funzioni: il layout, la zonizzazione senza pareti, l’armonia visiva tra le due zone, gli errori più comuni da evitare. Con esempi concreti e criteri progettuali applicabili subito.

L’open space: il grande protagonista della casa contemporanea

Fino a vent’anni fa la cucina italiana era una stanza chiusa, separata dal soggiorno. Era una scelta funzionale (odori, rumori, disordine dei fornelli restavano confinati) ma anche culturale: la cucina era lo spazio del lavoro domestico, il soggiorno lo spazio della rappresentanza.

Oggi tutto questo è cambiato. La cucina si è trasformata da laboratorio a cuore sociale della casa: il posto dove si cucina insieme, si mangia con gli amici, si beve un aperitivo. Il muro con il soggiorno è diventato un ostacolo, non una comodità. Da qui la rivoluzione dell’open space, adottato oggi nella maggior parte delle nuove costruzioni e delle ristrutturazioni importanti.

La tendenza è confermata anche nel 2026: quasi tutte le ristrutturazioni che vediamo passare in showroom prevedono l’abbattimento del muro cucina-soggiorno. Con conseguenze estetiche e progettuali che vanno molto oltre il semplice “buttare giù una parete”.

I vantaggi (e le sfide) dell’open space

Prima di addentrarci nella progettazione, è utile mettere sul tavolo i pro e i contro reali dell’open space, così hai una visione onesta di quello a cui vai incontro.

I vantaggi sono evidenti. Più luce naturale, che attraversa senza ostacoli tutta la zona giorno. Più ampiezza percepita, che valorizza anche appartamenti relativamente piccoli. Più convivialità: chi cucina non è più isolato dal resto della famiglia o dagli ospiti. Più flessibilità nell’uso degli spazi. E un valore immobiliare superiore: un open space rende una casa più desiderabile sul mercato.

Le sfide reali. Odori di cottura: senza pareti si diffondono in tutto l’ambiente, e nel divano tendono a impregnarsi nei tessuti. Serve una cappa aspirante di ottima qualità (motore potente, filtri di qualità), e va preventivata già in fase di progetto. Rumori: la lavastoviglie in funzione durante il film in televisione può dare fastidio. Ordine: la cucina è sempre a vista, il che significa che non puoi lasciarla in disordine “per un momento”. Riscaldamento: uno spazio unico grande richiede attenzione al bilanciamento termico.

Nessuno di questi svantaggi è insormontabile: si affrontano con progettazione accurata e con la scelta di elettrodomestici e materiali giusti. Ma è bene conoscerli in anticipo per non avere sorprese.

Come progettare il layout

La progettazione dell’open space parte dalla disposizione degli spazi. Ecco i principi chiave che vediamo funzionare nei progetti dei nostri clienti.

La disposizione della cucina

In un open space la cucina va posizionata idealmente su una delle pareti lunghe della stanza, non frontalmente al soggiorno. Questo permette una separazione visiva naturale (chi entra vede il soggiorno, la cucina è di lato) e crea una circolazione fluida.

La disposizione più diffusa nell’open space è la cucina lineare o ad L con isola/penisola verso il soggiorno. La cucina a U è meno comune negli open space: chiude la zona di lavoro e crea una barriera visiva. Le migliori marche italiane di cucine (Binova, Miton, Forma Cucine) offrono composizioni modulari perfette per open space, con soluzioni pensate proprio per la continuità estetica con il soggiorno.

Un errore da evitare: mettere il piano cottura sull’isola rivolto verso il soggiorno. Rende la cappa un elemento invasivo e visivamente ingombrante nell’ambiente. Molto meglio mettere il piano cottura sulla parete (con cappa a parete o filtrante) e destinare l’isola al lavabo o al piano di preparazione.

L’isola o penisola: elemento chiave

L’isola centrale è il grande simbolo dell’open space contemporaneo. Svolge tre funzioni cruciali: separa fisicamente cucina e soggiorno senza chiuderli, offre un piano di lavoro aggiuntivo, ospita spesso il tavolo colazione o il piano snack per aperitivi con gli ospiti.

Per funzionare bene, un’isola richiede almeno 100 cm di spazio libero su tutti i lati (meglio 120 cm sul lato di passaggio). Se lo spazio non è sufficiente per un’isola, la penisola (isola attaccata al muro o alla cucina lineare da un lato) è un’alternativa valida che occupa meno spazio.

Dimensioni tipiche: 200-300 cm di lunghezza per 90-100 cm di profondità. Materiali del top: quelli che abbiamo visto nell’articolo dedicato ai top cucina (quarzo, gres, pietra sinterizzata sono i più performanti per un’isola sempre in vista).

L’organizzazione della zona living

La zona soggiorno dovrebbe essere pensata come un'”isola” a sé, orientata verso un focal point (televisione, camino, finestra panoramica). Il divano è l’elemento centrale: la sua posizione definisce l’intera zona living.

Il divano rivolto verso la cucina non è la disposizione migliore: chi è seduto vede sempre la cucina, che difficilmente è sempre in ordine perfetto. Molto meglio orientare il divano parallelo all’isola cucina o rivolto verso una parete diversa, così la cucina resta in visione periferica.

Marchi italiani di riferimento per il divano in un open space: Le Confort, Sofangel, Fabbri Salotti, Gamma Salotti. Offrono soluzioni modulari, tessuti resistenti (importantissimo in un ambiente che vede anche odori di cucina), stili che si abbinano al design contemporaneo tipico degli open space.

Attorno al divano si sviluppano gli altri elementi living: madie, librerie, mobili tv (Maronese, Orme, Orme Light, Lestro sono marchi italiani specializzati in composizioni living modulari), tavolini, poltrone.

Come dividere senza chiudere

Un buon open space non è uno spazio unico indifferenziato: è uno spazio dove cucina e soggiorno si distinguono senza barriere fisiche. Ecco le tecniche più efficaci.

Il pavimento: unico o cambiato?

È una delle prime decisioni da prendere. Ci sono due scuole di pensiero, entrambe valide.

Pavimento unico: continuità totale tra cucina e soggiorno, effetto ampiezza massima. Il gres porcellanato in grande formato è la scelta più diffusa, per resistenza (nella zona cucina serve) e uniformità estetica. Con il gres puoi anche scegliere effetti diversi da zona a zona (effetto marmo in soggiorno, gres tinta unita in cucina) mantenendo però lo stesso materiale.

Pavimento diverso: gres o piastrelle in cucina, parquet o effetto legno in soggiorno. Enfatizza la zonizzazione, crea un cambio di atmosfera, ma richiede una gestione accurata del punto di transizione. Se scegli questa strada, la giunzione deve essere lineare e ben definita (una soglia in ottone, un profilo in acciaio, un giunto lineare del gres) e non frastagliata.

La regola generale: pavimento unico se lo spazio è piccolo o medio (per non frammentarlo), pavimenti diversi solo se lo spazio è ampio e si vogliono creare atmosfere davvero distinte.

Illuminazione e tappeti come divisori

L’illuminazione è forse lo strumento più potente di zonizzazione dell’open space. Ogni zona dovrebbe avere il proprio impianto luminoso indipendente.

Sulla cucina servono luci funzionali e potenti: faretti a soffitto distribuiti sull’area di lavoro, sotto-pensili LED sul piano di lavoro, sospensioni sopra l’isola (spesso decorative, 2-3 sospensioni allineate). In cucina la luce deve permetterti di lavorare bene, quindi 4000K (bianco neutro) o 3500K (bianco caldo) con almeno 500 lux di intensità sul piano.

Sul soggiorno l’illuminazione è più morbida e stratificata: una lampada da terra vicino al divano, una da tavolo su una madia o su un tavolino, magari lampade a sospensione decorativa. Le tonalità sono più calde (2700-3000K), le intensità più basse (200-300 lux). Il risultato è un’atmosfera rilassante, molto diversa dal profilo luminoso della cucina.

Il tappeto sotto la zona divano è un altro potente strumento di zonizzazione: definisce visivamente il perimetro del soggiorno anche in assenza di pareti. Va scelto ampio (i piedi anteriori del divano devono starci sopra) e in materiali facili da mantenere (l’open space significa polvere di cucina che vola).

Librerie e mobili passanti

Se cerchi una divisione fisica leggera senza chiudere lo spazio, i mobili passanti sono la soluzione ideale. Sono librerie o composizioni che si sviluppano dal soffitto al pavimento (o quasi), spesso doppie (fronte cucina e fronte soggiorno), leggere visivamente perché senza schienale.

Sono particolarmente indicate quando la cucina e il soggiorno si trovano su assi diversi (ad esempio cucina perpendicolare al soggiorno) e c’è bisogno di un elemento che segni fisicamente la transizione. Marchi come Lestro propongono composizioni modulari perfette per queste situazioni.

Un’alternativa più leggera sono le composizioni sospese: madie sospese, mensole strategiche, elementi che sfruttano la parete verticale senza toccare il pavimento (che così resta libero e uniforme).

L’armonia visiva: palette, materiali, finiture

Il grande tema dell’open space è la coerenza estetica. Cucina e soggiorno devono sembrare pensati insieme, non due mondi separati messi vicini.

La palette cromatica: scegli una palette di 3-4 colori massimo e usala in tutto l’ambiente. Un colore dominante (spesso un neutro chiaro: bianco caldo, beige, tortora), un colore di accento (può essere quello delle ante cucina, ripreso in un cuscino del divano, in un tappeto), un colore di contrasto (nero, ottone, verde salvia). La coerenza cromatica è ciò che fa sembrare unitario l’ambiente.

I materiali: anche qui, coerenza. Se la cucina ha ante in legno impiallacciato, ritrova lo stesso legno (o simile) nel mobile TV, in un tavolino, in una libreria. Se la cucina ha top in gres effetto marmo, ripeti l’effetto marmo su un tavolino o su una consolle. Non serve essere ossessivi (non deve essere identico), ma trovare rimandi materici che uniscano le zone.

Le finiture metalliche: se le maniglie della cucina sono in nero opaco, le maniglie del mobile TV, la struttura della lampada da terra, i piedi del tavolino dovrebbero essere in nero opaco (o massimo in una finitura complementare come l’ottone spazzolato). Le finiture metalliche coordinate legano visivamente tutto l’ambiente.

Il tavolo da pranzo è l’elemento cerniera tra le due zone: dovrebbe dialogare stilisticamente sia con la cucina sia con il soggiorno. Un tavolo troppo formale in stile classico stona in una cucina moderna; uno troppo minimale stona con un soggiorno accogliente. La scelta migliore è un tavolo di taglio contemporaneo con un tocco caldo (legno chiaro o marmo, gambe metalliche essenziali).

Cinque errori comuni da evitare

Chiudiamo con gli errori più frequenti che vediamo nei progetti di open space.

Sottovalutare la cappa aspirante. In un open space la cappa non è un accessorio: è un elemento fondamentale. Motore potente (almeno 800 mc/h), filtri di qualità, funzione a filtro esterno quando possibile. Risparmiare sulla cappa significa condannare il divano a impregnarsi di odori di cucina.

Non prevedere una zona di deposito nascosta. Un open space costringe la cucina a essere sempre in ordine, ma serve sempre un posto per riporre le cose che non si vogliono avere a vista: piccoli elettrodomestici, la spesa del giorno, il disordine di passaggio. Colonna dispensa alta, pantry angolare, cassettone tuttofare: qualcosa dev’esserci.

Ignorare l’acustica. Uno spazio unico grande è acusticamente vivo: rimbombano voci, rumori, televisione. Materiali fonoassorbenti (tappeti spessi, tende pesanti, poltrone imbottite, quadri o pannelli acustici alle pareti) aiutano a rendere l’ambiente più confortevole.

Progettare tutto in due tempi. Cucina prima, soggiorno dopo. È l’errore più diffuso e il più costoso: si finisce con due mondi che non dialogano. L’open space va progettato tutto insieme, come un unico ambiente, con scelte coerenti di materiali, colori, finiture, illuminazione.

Copiare pedissequamente le foto di riviste. Le foto di open space perfetti nascondono spesso spazi enormi (100 mq per la sola zona giorno), progetti su misura di architetti costosi, oggetti scelti uno per uno da stylist. Ispira, ma adatta alla realtà del tuo spazio, del tuo budget, del tuo stile di vita. Un open space che copia male una foto è peggio di uno che sceglie un proprio carattere autentico.

Progettare il tuo open space a Torino: consulenza in showroom

L’open space è il progetto d’arredo più complesso che puoi affrontare: richiede di pensare cucina, soggiorno, pavimenti, illuminazione, materiali come un sistema unico. Difficile farlo bene senza una consulenza professionale. Nel nostro showroom Bottega Domus a Torino, in Strada Altessano 148 (fronte Juventus Stadium), puoi vedere tutti gli elementi che servono per progettare il tuo open space: cucine complete dei migliori marchi italiani (Binova, Miton, Forma Cucine), soggiorni modulari (Maronese, Orme, Lestro), divani (Le Confort, Sofangel, Fabbri Salotti, Gamma Salotti), tavoli e sedie di design, complementi d’arredo, piastrelle in grande formato per pavimenti in continuità.

I nostri consulenti ti aiutano a mettere insieme un progetto coerente. Portaci le misure dell’ambiente (o meglio la planimetria, se ce l’hai) e le tue idee: elaboriamo per te un progetto completo, con render 3D personalizzati che ti fanno vedere il risultato finale prima ancora di ordinare qualsiasi cosa. Vedere l’intero open space con la cucina, il divano, il tavolo, il pavimento, l’illuminazione tutti insieme prima di iniziare i lavori è il modo migliore per fare la scelta giusta.

Se stai ristrutturando ex novo, possiamo coordinarci anche con l’impresa edile per fornirti le indicazioni tecniche corrette: predisposizioni idrauliche ed elettriche in cucina, punti luce, tracce a parete per l’incasso di eventuali elementi. Un lavoro pianificato in anticipo fa risparmiare tempo, soldi e soprattutto stress in cantiere.

Vieni a trovarci per progettare insieme il tuo open space: qualità italiana ai migliori prezzi, e la consulenza di chi lavora ogni giorno con progetti di questa complessità. Prenota una consulenza gratuita: il tuo nuovo cuore di casa inizia da qui.

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